donne, Società, Usi e costumi

LA LIBERTA’ DELLE DONNE

Ciao a tutti e ben ritrovati, non scrivo da un pochino e spero ci sia ancora qualcuno a leggermi…

In questi giorni, gira che ti rigira, l’“argomento” di oggi me lo ritrovo sempre davanti, e siccome pare proprio che non sia passato di moda, ho deciso di scriverci qualcosina su anch’io! Ma di cosa parliamo quindi?!

Emancipazione femminile, Women Empowerment, Diritti delle donne, Pari Opportunità, Donne Leaders, cultura machista vs cultura femminista, …

Insomma come racchiudere tutto in poche parole?!

Tra l’altro domani, Domenica 25 Novembre è anche la “Giornata Internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne” promossa da UNWOMEN, quindi quale momento migliore per parlare delle donne e dei loro diritti che sono ancora troppo spesso calpestati!

In Italia, qual è  la condizione delle donne?! I nostri diritti sono pienamente riconosciuti?! Gli uomini rispettano le donne?!

In Italia, come in altri paesi dell’occidente, le donne hanno lottato per conquistare molti dei diritti che oggi gli vengono riconosciuti. In particolare, gli anni ’70 sono stati anni importantissimi in questo senso.  Ricordo che nel 1974 si è tenuto il Referendum sul divorzio. L’anno dopo (1975), si è avuta l’approvazione dell’importantissima riforma del diritto di famiglia, che ha completamente cambiato la condizione della donna-moglie, la quale era quasi completamente assoggettata al marito. Inoltre nel 1978 è stata approvata la legge che permette alle donne di praticare un aborto sicuro in strutture socio sanitarie abilitate (prima l’aborto si praticava in casa, in condizioni che mettevano a serio rischio la vita della donna). Ma ricordo anche che abbiamo dovuto attendere il 1981 per l’abolizione del delitto d’onore, ossia l’abrogazione di un articolo del codice penale ereditato dal regime fascista (art. 587 “Omicidio e lesione personale a causa di onore”), che prevedeva uno sconto di pena agli uomini che compivano il reato, perché giustificato dall’infedeltà delle donna. L’articolo così recitava “Chiunque cagiona la morte del coniuge, della figlia o della sorella, nell’atto in cui ne scopre la illegittima relazione carnale e nello stato d’ira determinato dall’offesa recata all’onor suo o della famiglia, è punito con la reclusione da tre a sette anni. Alla stessa pena soggiace chi, nelle dette circostanze, cagiona la morte della persona, che sia in illegittima relazione carnale col coniuge, con la figlia o con la sorella”.

Queste sono state grandi conquiste delle donne italiane che dobbiamo continuare a difendere.

Ritengo che per difendere i diritti delle donne, e migliorare sempre più la nostra società in modo da garantire pari opportunità (alle donne come a tutte le persone vittime di discriminazioni), c’è bisogno anche di Governi che le sostengano. A mio modesto parere, uno Stato che vuole far evolvere la propria società deve investire in questo. Dunque, vi propongo un breve excursus storico dei nostri governi dal 1996, anno in cui abbiamo avuto per la prima volta un Ministro dedicato alle pari opportunità, perché anche istituzionalizzare conta.

(Dati disponibili al link del governo italiano: http://www.governo.it/i-governi-dal-1943-ad-oggi/i-governi-nelle-legislature/192 )

pari opportunità

(Piccola Nota, il Ministro per le pari opportunità è sempre stato senza portafoglio, ossia non gestiva un dicastero.)

Come potete vedere, negli ultimi governi il Ministro per le pari opportunità è scomparso. Voi cosa ne pensate? Non ne abbiamo più bisogno?!

In un periodo di “crisi e cambiamento” del nostro paese, le donne tornano in scena esprimendo le loro opinioni e facendosi portavoce di proteste per delle riforme che non ritengono giuste, e come risposta ricevono parole vili da parte di uomini irrispettosi e senza ritegno. Sono rimasta basita da alcuni commenti letti nell’ultima settimana su Facebook. (Io proporrei la censura di certi commenti sui social network! Certi esseri umani non dovrebbero avere diritto di parola, per come la vedo io, in paesi che si definiscono civili e democratici..).

A questo proposito riporto una citazione di un’attivista indiana:

“Sexism and misogyny in online spaces is psychological violence against women”

“Sessismo e misoginia in spazi online sono violenza psicologica contro le donne”

(Nandini Chami, activist from India, UN WOMEN)

Per fortuna le donne sono coraggiose, e dopo secoli di battaglie ancora non si arrendono.

Passando dalla scena politica a quella sociale… in questo periodo, su rai tre, stanno trasmettendo il “revival” di un programma tv che era andato nel 1988: “La Tv delle Ragazze”…a trent’anni di distanza la mission del programma è ancora attualissima. Lo avete visto?! È un programma ironico e tagliante, fatto da donne per le donne, che mette in risalto le assurdità che le donne sono costrette a subire ogni giorno, vittime di una cultura machista che ancora non si riesce a debellare. Nel programma sono inseriti anche tanti momenti comici che vogliono essere un’aperta critica alle mille assurdità che stiamo vivendo in questo momento storico. Ovviamente io lo adoro e invito tutti a vederlo giovedì sera su Rai Tre (su Raiplay si possono vedere anche tutte e tre le puntate per chi le avesse perse).

Nel 2018, in Italia come in tutti i paesi del mondo, noi donne ci troviamo ancora a combattere tutti i giorni per abbattere le barriere culturali che limitano la nostra libertà di scelta e ci negano diritti fondamentali.

Come sarebbe il mondo se la cultura machista fosse sostituita da una cultura femminista che porti a far ricoprire tutti i posti dirigenziali dalle donne e non più dagli uomini? Come sarebbe un mondo disegnato dalle donne?!

Io sogno un mondo in cui sia normale che una donna viva la propria vita nel modo che ritiene migliore per sé stessa, che possa sempre essere libera di scegliere, che non debba aver paura di uscire e incontrare uomini che possano farle del male, una donna che ricopra un ruolo di leadership senza essere ricoperta d’insulti a carattere sessuale, una donna che abbia le stesse opportunità di un uomo nella vita. E voi?

Buon fine settimana e a presto!

Susanna

PS

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5 pensieri riguardo “LA LIBERTA’ DELLE DONNE”

  1. Semplice. Avevo appena ascoltato questa canzone; è nella mia playlist preferiti (mi piace la canzone, la cantante e la sua interpretazione). E leggendo il tuo post firmato Susanna, mi è venuto spontaneo dedicarti questa canzone cantata da Suzanna, senza alcun motivo particolare. Non conosco il tedesco, ma il titolo “ Der Weihnachtsmann auf der Reeperbahn”, significa “Babbo Natale nel Reeperbahn, che è un quartiere a luci rosse di Amburgo. Ed ha anche qualche attinenza perché parla anche della condizione delle donne. Nel link sotto puoi leggere la traduzione:

    https://translate.google.it/translate?hl=it&sl=de&u=http://lyrics.wikia.com/wiki/Barbara_Peters:Der_Weihnachtsmann_Auf_Der_Reeperbahn_(Female_Version)&prev=search

    Questo testo mi ricorda l’atmosfera di Desolation row di Bob Dylan (Video). Tutto qui, solo un pensiero. Buona serata.

    Mi piace

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