500 parole

Riflessioni dalla presentazione del “Dossier Immigrazione 2018”

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Giovedì scorso sono stata alla presentazione del “Dossier Immigrazione 2018”, un importante report che da 28 anni fornisce i numeri per poter conoscere ed avere una fotografia del fenomeno migratorio in Italia. Ho conosciuto l’esistenza di questo dossier nel 2010, quando ho iniziato a studiare le politiche pubbliche sull’immigrazione in Italia, e da allora vado sempre alla sua presentazione se posso.

Da diversi anni si parla d’immigrazione più in termini negativi che positivi in Italia. L’Italia è diventata un “paese d’immigrazione” dalla fine degli anni ’70, quando il numero delle persone che arrivavano nel nostro paese iniziava a superare il numero di cittadini italiani che decideva di emigrare, ossia di lasciare l’Italia per andare a vivere e lavorare in un altro paese. Insomma il fenomeno migratorio in Italia è più recente rispetto ad altri paesi europei che per motivi storici lo hanno affrontato prima di noi.

Più o meno dal 2010, da quando alcuni eventi come la caduta del governo di Gheddafi in Libia e lo scoppio della guerra in Siria hanno generato un flusso consistente di persone in fuga, l’immigrazione è diventata una questione di emergenza per il nostro paese.

In generale, il fenomeno migratorio è una cosa complessa. In questo momento, l’emergenza è passata, ma continuano ad esserci migliaia di persone che cercano di arrivare in Italia e in Europa illegalmente, perché le vie legali sono praticamente inesistenti. La crisi economica iniziata nel 2008 ha generato sempre più paura e chiusura.

La presentazione del dossier è stata come sempre molto interessante. Gli interventi dei vari ospiti hanno sottolineato un aspetto fondamentale. La comunicazione che riguarda l’immigrazione si concentra sempre sugli aspetti negativi e sugli immigrati irregolari. Non si da voce ai 5 milioni di stranieri regolari che vivono e lavorano nel nostro paese. A generare degrado sociale e atti criminosi contribuisce in maniera consistente la posizione di irregolarità degli stranieri. Al momento, i canali d’ingresso regolari per gli stranieri in Italia sono praticamente inesistenti. Questo genera un aumento di arrivi irregolari e aumento di situazioni di insicurezza sociale.

I fatti testimoniano che il fenomeno migratorio (sia migranti economici che rifugiati) non è stato gestito nel migliore dei modi in Italia. Molteplici problemi d’integrazione riguardano anche gli immigrati regolari. Ad ogni modo la soluzione non è criminalizzare gli immigrati e chiudere le frontiere. Accogliere, regolarizzare e gestire meglio il fenomeno è una soluzione molto più sostenibile.

Con la fine della vecchia legislatura, la mancata approvazione dello ius soli e ius culturae è stata una grande occasione persa per compiere un passo avanti. Migliaia di ragazzi nati in Italia e che siedono sui nostri banchi di scuola devono arrivare alla maggiore età per poter chiedere la cittadinanza italiana.

Infine, i vari interventi hanno anche ricordato che gli immigrati sono esseri umani ed esistono diritti fondamentali per loro quanto per noi! Lasciare le persone morire in mare, o in condizioni di schiavitù come in Libia non è civiltà, non è rispetto dei diritti umani.

Buona festa di Tutti i Santi a tutti.

 

 

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