Società

Una giornata per ricordare

Gennaio scorre sempre velocemente…e siamo già al 27 di Gennaio, giorno in cui ricorre la Giornata della Memoria per ricordare tutte le vittime della follia nazista. È stato scelto questo giorno perché il 27 Gennaio 1945 l’esercito russo è entrato nel campo di sterminio di Auschwitz, ha liberato le persone rinchiuse e scoperto gli orrori.

Shoah è il termine usato dagli ebrei per il genocidio avvenuto durante la seconda guerra mondiale (1939-1945). Questo termine viene dalla Bibbia e significa “tempesta devastante”. L’uccisione pianificata di milione di persone è stata un’inesorabile catastrofe. È importante ricordare per non dimenticare ed evitare che qualcosa di simile possa di nuovo accadere.

In questi  giorni vengono organizzate attività nelle scuole, se ne parla in diversi programmi tv e sui giornali. L’aspetto più scioccante della Shoah è stata la PIANIFICAZIONE scientifica del genocidio degli ebrei, che ha coinvolto anche altre minoranze etniche, persone omosessuali ed altri che per diverse motivi si sono ritrovati nei campi di concentramento nazisti. Dopo aver visto fino a che punto si era spinto l’essere umano, tutto il mondo ha detto “mai più”! Mai più dovrà accadere qualcosa di simile.

La pianificazione è stato l’aspetto più incredibile e orribile. Ma anche senza la pianificazione scientifica dei nazisti, l’essere umano è stato, ed è tutt’oggi, capace di compiere immani violenze. Dopo la seconda guerra mondiale, altri genocidi sono avvenuti. Tra i più violenti ricordo il Genocidio del 1994 in Ruanda contro la popolazione Tutsi. Ancora oggi, gli essere uomani sono capaci di distruggere altri essere umani con incredibile violenza e cattiveria. Un esempio sono anche le atrocità che molte persone subiscono nelle carceri di molti paesi non democratici.

Il senso della Giornata della Memoria è di non dimenticare e di educare le nuove generazioni. Per me, è una giornata in cui bisogna ricordare non solo i milioni di persone morte per mano dei nazisti, ma anche tutti gli altri milioni di persone che hanno subito atrocità simili in altre parti del mondo.

Ricordare la storia, educare, non dimenticare.

Non è ancora arrivato il momento in cui non serve ricordare. Gli episodi di violenza all’ordine del giorno ci dicono che ancora abbiamo bisogno di ricordare ed educare. Mi vengono in mette le c.d baby gang che si accaniscono su ragazzi indifesi, e per giunta senza alcun reale motivo. O quel gruppo di ragazzi che alcuni mesi fa a ridotto in fin di vita un signore bengalese a Roma. Era notte, tornava a casa dopo aver lavorato nella cucina di un ristorante tutta la sera. Non aveva colpe.

La violenza non può mai essere giustificata. La violenza ha tante forme (fisica, psicologica) e fa ancora parte dell’essere umano. Perciò continuiamo a ricordare ed educare. Credo che l’educazione sia l’unica via possibile da seguire.

Susanna Stravato

p.s.

Vi lascio il link con tutte le attività organizzate a Roma in questo periodo: http://www.comune.roma.it/resources/cms/documents/memoriafuturo.pdf

 

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