Senza categoria, Società

Desideri per il nuovo anno

Buon inizio anno a tutti! Fino a fine Gennaio sento di poter ancora augurare buon anno. D’altronde ci vuole un pochino di tempo per abituarsi all’idea di essere in un nuovo anno. Chi di voi scrive ancora 2017 per poi correggersi???

Siamo nel 2018, un nuovo anno tutto da vivere. L’inizio di un nuovo anno porta spesso a fare progetti e ad avere grandi aspettative per migliorarci, cambiare, dare una svolta alla nostra vita o qualunque siano i vostri desideri!

In questo articolo voglio parlarvi dei miei desideri per il nostro paese, che a quanto pare mi sta a cuore più di quello che pensassi. Questo nuovo anno avrebbe potuto iniziare meglio.

Come già sapete, il 28 dicembre, con decreto del Presidente della Repubblica, le camere sono state sciolte. Il prossimo 4 Marzo ci saranno le elezioni politiche nazionali. Fino a quel momento, Deputati, Senatori e Membri del Governo rimarranno a svolgere le ordinarie funzioni come previsto dalla legge. Ma com’è finita questa legislatura?

Il 14 dicembre 2017, in ultima battuta, il Parlamento ha approvato il disegno di legge contenente “Norme in materia di consenso informato e disposizioni anticipate di trattamento”, ossia il disegno di legge sul cosiddetto “testamento biologico”. Dopo anni di tentativi falliti, siamo riusciti a compiere un passo avanti nel rispetto dei diritti della persona. D’ora in avanti i cittadini italiani, dopo aver ricevuto tutte le informazioni necessarie, avranno il diritto di accettare o rifiutare qualsiasi trattamento sanitario. Il traguardo raggiunto più importante riguarda la possibilità di indicare Disposizioni Anticipate di Trattamento (DAT, Art. 4), ovvero la possibilità di redigere un testamento biologico. Ogni persona maggiorenne e capace di intendere e di volere potrà sottoscrivere quali tipi di trattamento sanitario ricevere o meno in caso di “incapacità di autodeterminarsi”, nel caso in cui non sarà nelle condizioni di poter esprimere il proprio volere. Nel momento di sottoscrivere le DAT si potrà indicare un fiduciario, una persona che avrà cura di far rispettare le proprie disposizioni quando sarà necessario. In assenza di un fiduciario, se necessario, potrà essere nominato un amministratore di sostegno da parte di un giudice.

Ritengo che l’approvazione di questa legge sia stata un grande passo avanti per lo sviluppo del nostro paese. Purtroppo è mancata la volontà politica di approvare la Riforma di legge per l’acquisizione della Cittadinanza Italiana, legge altrettanto importante. A nulla sono servite le manifestazioni e le richieste susseguitesi negli ultimi tempi. La Riforma riguarda l’introduzione di due nuovi casi particolari per l’acquisizione della Cittadinanza, i cd. ius soli e ius culturae. Nel primo caso si permette di conferire la cittadinanza italiana a chi nasce in Italia da genitori stranieri (almeno un genitore deve essere in possesso di un permesso di soggiorno di lungo periodo). La cittadinanza italiana non verrebbe conferita in automatico alla nascita, i genitori dovrebbero farne richiesta. Mentre per ius culturae si intente la possibilità di richiedere la cittadinanza per i minori stranieri residenti in Italia da almeno 6 anni e che abbiano concluso almeno un ciclo scolastico in Italia. Una riforma che introduce fattispecie simili a quelle già presenti nei maggiori paesi europei come Regno Unito, Francia e Germania, e che è necessaria per la nostra società.

In base alla legge attualmente in vigore (Legge n.91 del 1992), i figli di cittadini stranieri nati in Italia, e che hanno vissuto in Italia senza interruzioni, possono richiedere la cittadinanza al compimento del 18esimo anno di età. Inoltre la richiesta deve essere inoltrata entro un anno dal compimento dei 18 anni.

La legge attuale comporta che molti ragazzi nati e cresciuti in Italia, che frequentano le nostre scuole, non godono degli stessi diritti e doveri dei loro coetani “italiani”. Una formalità si potrebbe pensare, ma non di poco conto. Spesso parliamo di ragazzi che hanno la cittadinanza del paese di origine dei loro genitori, ma non sentono di appartenere a quel paese che a mala pena conoscono. Oltre alle problematiche legate alla propria identità, che incidono sulla crescita di questi ragazzi, non avere la cittadinanza italiana comporta anche problemi di carattere pratico. Come, ad esempio, restrizioni sulla libertà di visitare altri paesi, anche all’interno dell’UE.

L’Italia è in ritardo nell’introduzione dello ius soli/ius culturae, dato che è diventato un paese d’immigrazione (e non più solo d’emigrazione) dalla fine degli anni ’70. Parliamo di una misura di civiltà quanto il testamento biologico. Purtroppo i partiti che raccolgono voti alimentando la paura e sentimenti xenofobi non ne riconoscono l’importanza.

Il 2017 è finito con reti centrate e mancate, e cosa ci aspetta nel 2018? Si è aperta la campagna elettorale, la fiera delle assurdità e banalità per continuare a coltivare ognuno i propri interessi. Come succede ad ogni elezione, abbiamo decine di nuovi “partiti”, ognuno con fantastiche soluzioni per l’Italia. Ahimè ho sentito più soluzioni distruttive che costruttive nell’ultima settimana. I politici italiani continuano a volersi annientare a vicenda senza pensare al bene del paese. Che fine farà il nostro amato paese che sembra afflitto da mali incurabili?

Qualche giorno fa ho letto un’intervista al Professor Vittorino Andreoli, tra i più importanti psichiatri italiani, in cui lui sostiene che “l’Italia è un paziente malato di mente”. Secondo Andreoli, uno dei sintomi della malattia italiana è l’individualismo spietato, altre al masochismo che mascheriamo con l’esibizionismo, la recita e la fede. Siamo focalizzati a salvare noi stessi e le poche persone a cui teniamo, tutti gli altri non contano.  Credo che l’individualismo spietato sia uno dei motivi per cui l’Italia non è cresciuta negli ultimi decenni. Coltiviamo il nostro orticello senza guardare al di là della staccionata.

Anche se forse è un’utopia, nel 2018 desidero che gli italiani riescano a guardare un po’ più in là del loro naso, e chiedano che vengano prese misure per il bene di tutti. Desiro guardare interessanti dibattiti politici e non persone si insultano a vicenda senza parlare di niente che sia reale e concreto.

Desidero un’Italia più giusta, che cresce e dà speranza. Desidero essere orgogliosa di essere italiana. E voi?

Ancora buon anno a tutti, e a presto!

Susanna Stravato

PS

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