Società

Costruire un futuro migliore è possibile, ma bisogna lavorare per farlo!

Nell’ultimo anno ho vissuto diversi mesi in Olanda e, tornando in Italia, alcuni problemi del nostro paese mi sono sembrati più evidenti e urgenti. In questo articolo voglio raccontarvi di un aspetto in particolare che mi ha colpito: l’importanza di biblioteche, luoghi socio-culturali. Sotto molti aspetti, l’Olanda è un paese più avanzato, più moderno dell’Italia, tra cui per l’importanza che viene data alla Ricerca e allo sviluppo in generale. Io ho vissuto in una cittadina di circa 110.000 abitanti che si chiama Nijmegen (Nimega), una cittadina universitaria molto carina e stimolante. Oltre l’università dove ho frequentato il Master,  Nijmegen aveva bellissimi spazi pubblici, e la biblioteca al centro della città era un posto molto gradevole, moderno e curato, dove poter spendere il proprio tempo.  Per gradevole intendo che trasmetteva sensazioni positive, e nella parte inziale aveva una caffetteria molto accogliente. Moderno, perché dotato di tutti i comfort e tecnologie, una buona connessione internet è cosa scontata lì ormai. Infine curato, senza angoli abbandonati che ti danno l’idea di incuria. Insomma, non so se ho reso l’idea.  Alzi la mano chi in Italia trova facilmente spazi pubblici simili a quello descritto, e a disposizione di tutti. Sottolineo che si poteva entrare senza neanche bisogno di fare una tessera, la quale serviva solo per poter usufruire di particolari servizi. Inoltre, si poteva andare alla postazione per leggere e studiare con la propria borsa senza alcun problema. Mentre in tutte le biblioteche italiane  ti costringono sempre a lasciare la borsa in armadietti all’esterno e poi entrare con tremila cose in mano. Una “precauzione” fastidiosa e inutile, soprattutto quando, dopo esserti finalmente sistemato, ti accorgi che hai lasciato in borsa i fazzolettini o qualcos’altro di importante.  Già da queste battute capite che la mia esperienza in Italia non è stata altrettanto positiva. Sono cresciuta in una cittadina in provincia di Latina (Fondi) dove per fortuna abbiamo sempre avuto una specie di biblioteca, ma di sicuro mai di questo tipo. Quando avevo circa 13-14 anni è stata inaugurata una nuova struttura che almeno da fuori l’idea di modernità la dava, ma dell’interno è meglio non parlarne. L’unica parola che mi viene in mente è vecchio. Ci sono andata solo un paio di volte e non avendo sensazioni positive, di quelle che ti aiutano a studiare e concentrarti, non ci sono più tornata. L’esperienza che ho avuto nelle biblioteche romane non è migliore purtroppo. Ovviamente Roma, essendo una capitale, ha diverse biblioteche, ma di posti dove andare senza problemi ce ne sono davvero pochi. Lo stato di molte biblioteche pubbliche romane è così inadeguato da far piangere. Vi descrivo brevemente le mie esperienze. Quartiere Africano, che vi assicuro essere densamente popolato, ha una sola minuscola biblioteca all’interno del Parchetto di Villa Leopardi. Di per sé un luogo molto gradevole, se non fosse che la struttura è minuscola, con appena circa 10 posti per lo studio che hanno le sedie di plastica come quelle da esterno e una connessione internet praticamente inesistente. Zona Pineta Sacchetti, Biblioteca del Parco ricavata all’interno dell’ex dimora signorile (a Roma la maggior parte dei parchi erano dimore di famiglie nobili e hanno tutte all’interno caseggiati, non sempre ben mantenuti). Si trova vicino casa del mio ragazzo e ci sono entrata con le migliori intenzioni. Che dire, parliamo di una struttura antica, che però poteva essere ristrutturata molto meglio rispetto ai suoi fini. Mancano postazioni moderne con prese vicine e connessione internet. L’unica biblioteca trovata, non troppo lontana da casa mia, e che si avvicina a standard moderni, è la Biblioteca Europea che si trova all’interno del Goethe Institut (Istituto di cultura tedesco) vicino Piazza Fiume. Lì ci sono un numero accettabili di postazioni e la connessione internet funziona abbastanza bene. L’ambiente è abbastanza pulito e accogliente.

Perché vi racconto tutto questo? Perché avere spazi pubblici socio-culturali curati e moderni è il segnale di un paese che guarda al futuro e allo sviluppo. Lo sviluppo dei singoli individui e di un’intera società. Tra l’altro ci tengo a sottolineare che questo tipo di spazi sono importanti per tutti, non solo per bambini e studenti. E lo conferma il fatto che nella biblioteca Europea incontro tantissime persone diverse, non solo studenti. Dal professore che si aggiorna e prepara una lezione, al senza tetto che passa di lì a prendersi un libro e/o a usufruire di un computer, a persone di origine straniera che vengono per leggere giornali in Italiano.

L’Italia da troppi anni non investe in ricerca e sviluppo, in cultura, e ne stiamo pagando le conseguenze. Viviamo in un paese dove razzismo e xenofobia, rabbia e violenza verso chiunque sia diverso (in tutti i sensi) stanno prendendo il sopravvento. L’educazione è alla base di tutto, e non cambieremo mai le cose con scuole e luoghi pubblici fatiscenti che insegnano ai ragazzi solo l’assenza di regole e mancanza di rispetto.

Ogni città, cittadina, e paese d’Italia ha luoghi in abbandono che potrebbero essere messi a servizio della comunità. Continuamente si sente dire che mancano i fondi, per la cultura e il benessere dei cittadini i fondi mancano sempre, ma perché? Perché manca la volontà, la lungimiranza, la capacità di vedere nel lungo periodo come si dice in gergo economico. Eh sì, perché tutto questo poi ha ricadute anche sull’andamento economico, a dispetto di chi crede il contrario. Qualche giorno fa ho sentito in televisione un noto direttore di un giornale a tiratura nazionale che affermava che il governo deve pensare a provvedimenti concreti per l’economia e non a perder tempo con cose inutili come la legge sullo ius soli o ius culturae. Ho trovato questa affermazione scioccante, creata ad hoc per chi non ha strumenti per capire. E ancora più scioccante è stato vedere che all’interno del dibattito nessuna replica è stata fatta a questa affermazione.  Per la crescita di un paese, lavorare sugli aspetti socio-culturali è altrettanto importante quanto lavorare sui provvedimenti più direttamente economici. Tutto è collegato, e chi non capisce questo è una persona miope che non può giovare al futuro dell’Italia.

Oggi è uscita fuori un po’ la mia vena da “analista politica”, ma è stato indispensabile. Gli attuari scenari politici italiani sono a dir poco agghiaccianti e preoccupanti.

Vi lascio con l’augurio che chi è d’accordo con quello che ho scritto possa lavorare e combattere (in senso lato) per costruire un Italia migliore.

Susanna Stravato

Work for the future

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