Usi e costumi

Ricordiamoci di Amare la PASTA

Oggi (25 ottobre 2017) è la giornata mondiale della pasta! The World Pasta Day! Quando stamattina ho sentito la notizia alla radio mi è sembrato quasi uno scherzo, e invece no. È tutto vero! Digitando su Google per saperne di più, ho anche scoperto che esiste un’organizzazione internazionale dedicata alla pasta (International Pasta Organization – IPO http://www.internationalpasta.org/index.aspx?lang=1 ) che promuove questa giornata. La prima giornata mondiale della Pasta si è tenuta a Napoli nel 1998. Quest’anno i festeggiamenti saranno a San Paolo del Brasile. L’IPO è stata fondata a Roma il 25 Ottobre del 2005, si tratta di un’organizzazione no profit che vuole incrementare il consumo di pasta nel mondo, facendone conoscere i valori nutrizionali e i benefici che può avere sulla salute. La sua sede è a Roma, presso l’Associazione delle Industrie del Dolce e della Pasta Italiane.

Il World Pasta Day mi ha fatto pensare a come, dove e quando mangio la pasta. Anzi la prima domanda che mi sono posta è stata: quando ho mangiato la pasta l’ultima volta? (Domenica, mi pare. Oggi è mercoledì) Da italiana, sono cresciuta mangiando la pasta a pranzo quasi tutti i giorni e mi piace molto in tutti i modi, corta o lunga, fresca o secca, normale, all’uovo o ripiena. Ma devo dire che negli ultimi anni la mangio sempre meno. Non più di due volte a settimana. Un po’ mi sono convertita al riso, e un po’ la consumo di meno perché non posso mangiare troppi carboidrati (grrrr…!!!!). A parte la mia relazione con la pasta, questa giornata celebrativa mi ha portato alla mente anche abitudini e tradizioni famigliari.  Un racconto, che piace molto narrare a mio padre, è quello sulla pasta fatta in casa della Nonna Anna!

I miei nonni materni erano molto “tradizionalisti” e sul cibo non ammettevano eccezioni. La loro cultura contadina li faceva mangiare per il 99% a Kilometro zero! Purtroppo non proprio per le ragioni etiche oggi diffuse, ma perché non si fidavano! Volevano essere sicuri di magiare cose buone e genuine. La nonna allevava polli, conigli e piccioni. Il nonno aveva l’orto con le verdure e i pomodori, e qualche albero da frutta in giardino (mele, pere, uva, ciliegie, susine e prugne, tutti quelli che mi ricordo!). Si rifornivano da amici fidati per l’olio e altri tipi di carne, e al supermercato compravano solo il minimo indispensabile. In ogni caso preferivano sempre comprare prodotti umbri (la mia mamma è di Perugia-Ponte San Giovanni), il latte era sempre e solo Grifo! Mi viene da sorridere quando ripenso a queste cose.

Nonna Anna tutti i giorni alle 12.00 iniziava a impastare la pasta (semplice o all’uovo) e per l’una la pasta era in tavola. Negli anni, la nonna aveva acquisito una maestria particolare che le faceva uscire una pasta perfetta in poco tempo. Il nonno “si arrabbiava” quando gli toccava di mangiare la pasta comprata.  Chi di noi oggi si metterebbe a impastare la pasta fresca ogni volta che deve cucinarla? E poco tempo prima di calarla?!

La Nonna Anna in famiglia era famosa anche per i cappelletti in brodo, che da tradizione si mangiava al pranzo di Natale (il 25 Dicembre). Il ripieno dei cappelletti con la combinazione dei diversi tipi di carne e mortadella gli dava un gusto eccezionale. La tradizione a Natale è ancora rispettata (mia madre fa un brodo fantastico) ma i cappelletti ora sono quelli comprati, che per quanto freschi e di alta qualità, non saranno mai come quelli di Nonna Anna! Tra l’altro, a Natale abbiamo sempre mangiato anche i cannelloni di Nonna Filomena (la nonna paterna), che adesso cerca di replicare mia zia, perché lei purtroppo non li riesce più a cucinare.

Sono sicura che la tradizione della pasta fatta in casa, e di determinati piatti di pasta per le feste, ci sia in tante altre famiglie come la mia. La vita oggi è cambiata e il tempo di preparare sempre la pasta fatta a mano in casa non c’è più, ma ogni tanto ci farebbe bene ritrovarlo! Ad ogni modo, anche a comprare si trova tanta pasta buona. Mi raccomando non abbandoniamo mai le nostre tradizioni culinarie!

Girando per paesi europei, mi sconcerta sempre vedere che in molti non sanno preparare neanche un piatto di spaghetti al pomodoro. Nell’ultimo anno ero in Olanda e avevo un coinquilino portoghese che cuoceva gli spaghetti nell’acqua con l’olio e poi li mangiava (scotti) in bianco come contorno con del pesce panato. Questo piatto era uno dei pochi che sapeva cucinare ed io ogni volta inorridivo. Inoltre tutti i miei tentativi di insegnargli a cucinare un piatto di spaghetti decente sono andati vani! Che pena…

Continuiamo a celebrare il World Pasta Day, e a far conoscere nel mondo tutti i mille modi buoni di cucinare la pasta, perché ce n’è tanto bisogno!

Susanna Stravato

2 pensieri riguardo “Ricordiamoci di Amare la PASTA”

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